L’opera di Camille Flammarion, rimane ancor oggi una delle pietre miliari nel cammino della ricerca sul paranormale. L’autore rientra in quel gruppo di scienziati che, attratti da una fenomenologia inquietante, tra gli ultimi decenni del secolo scorso e i primi del nostro cercarono di avvicinarla «scientificamente» rimanendovi impigliati. Oggi ci colpisce il modo in cui per questi uomini la scienza divenne dramma, e -la dignità con cui seppero affrontare e sostenere il contrasto tra le esigenze dello. scienziato e quelle dell’essere umano. E il libro rispecchia nettamente questo dramma e questo contrasto. Le case infestate è una vasta raccolta di casistica spontanea collegata da brevi commenti che propongono problemi e avanzano ipotesi mirando a una soluzione che tuttavia sfugge. L’opera, del resto, mira più o meno esplicitamente a dare al lettore la certezza di una sopravvivenza, anche se non in tutti gli episodi della vasta casistica appare un possibile intervento di defunti: una certezza che rimane tale solo a livello morale.